Pietà Rondanini - Scopri la città di Milano con Best Western Hotel City

La Pietà Rondanini di Michelangelo 

Museo Pietà Rondanini, Castello Sforzesco

Incompiuta, fragile, commovente, poetica, intensa... Così viene spesso definita la Pietà Rondanini, l’ultima opera di Michelangelo Buonarroti a cui l’artista dedicò oltre dieci anni di lavoro (dal 1552 al 1564) e a cui consegnò la grazia delle emozioni dell’ultima parte della sua vita.

Il simbolo della pietà corre lungo tutta la vita di Michelangelo, dalla Pietà di San Pietro scolpita da un giovane Michelangelo poco più che ventenne e riconosciuta fin da subito come un capolavoro delle forme, alla Pietà Bandini, lasciata parzialmente incompiuta a causa di una rottura nel marmo, fino alla Pietà Rondanini, scolpita unicamente a scopi personali con la sua dimensione affettiva e spirituale.

Già, perché una delle prime cose che salta agli occhi alla vista del gruppo scultoreo è la sua tensione verticale, lo slancio verso l’alto dato dalle due figure in piedi che, tuttavia, nel rivolgere il loro sguardo verso il basso e nella leggera incurvatura della schiena, equilibrano la composizione mostrando l’umana fragilità e la tenerezza della madre che sostiene il figlio.

Michelangelo aveva già abbozzato la figura di Gesù quando decise di modificare l’impianto della scultura disegnando il busto di Cristo davanti a quello della Madonna, creando così una vicinanza speciale tra i due corpi. Anche guardando l’opera di profilo l’effetto visivo è quello della figura della madre che con la sua curvatura offre l’ultimo riparo e una premurosa protezione al figlio.

La Pietà Rondanini, ospitata al Castello Sforzesco in una sala interamente dedicata e recentemente restaurata, colpisce proprio per la sua incompiutezza, per la figura di Cristo che sembra voler emergere dal marmo e al contempo cedere al riposo, per i corpi abbracciati da cui trapela dolore e tenerezza, per i volti vicini che sembrano carezzarsi, per quell’imperfezione che lascia spazio all’immaginazione...

E’ già bella in foto ma vederla dal vivo è un’altra cosa!

 

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