VILLA NECCHI CAMPIGLIO

Via Mozart 14, Milano

 

Immersa in un rigoglioso giardino, nel cuore di Milano, a soli 15 minuti di cammino dal Best Western Hotel City, Villa Necchi Campiglio è una splendida dimora storica costruita dall’architetto Piero Portaluppi negli anni ‘30 del Novecento.

La storia vuole che Gigina Necchi e Angelo Campiglio, esponenti della borghesia industriale lombarda colta e all’avanguardia, una sera nebbiosa di ritorno dalla Scala di Milano si trovarono a passeggiare in Via Mozart, allora ricca di orti e giardini - come rivela il nome della vicina Via Vivaio - e se ne innamorarono. Di lì a pochi giorni comprarono un terreno in vendita e lì costruirono la loro dimora.

La villa progetta da Piero Portaluppi, uno dei più grandi architetti italiani di quel periodo, si integra perfettamente con il giardino circostante, ricco di vari esemplari di piante, dalle camelie agli ellebori, dalle felci alle ortensie, creando una speciale relazione tra interno ed esterno. Ogni finestra è un quadro sulla verzura del giardino e la natura sembra quasi entrare in casa grazie agli ambienti ampi e ariosi e alle vetrate luminose, come la veranda al piano rialzato, un vero e proprio giardino d’inverno con il pavimento in travertino e marmo verde.

Gli arredi mescolano lo stile déco e all’avanguardia degli anni ‘30 con la rivisitazione dei saloni fatta da Tomaso Buzzi che aggiunse un tocco di ispirazione settecentesca, creando un amalgama equilibrato e originale.

Quando la casa fu pronta, i due coniugi andarono ad abitarvi con la sorella di lei, Nedda Necchi, che rimase legata affettivamente alla coppia per tutta la vita, e nel giro di poco tempo la villa divenne cornice di cene, colazioni in giardino, ospitò amici e personalità di vario rango, tra cui la principessa Maria Gabriella di Savoia, amica delle sorelle Necchi, che aveva persino una camera riservata al primo piano.
Con la piscina, il campo da tennis e il lussureggiante giardino la villa era un’oasi di pace e delizie nel centro di una Milano in piena espansione.

 

Oggi dopo quasi un secolo dalla sua costruzione, la Villa, donata da Gigina al FAI (Fondo Ambiente Italiano), conserva un fascino e un’atmosfera unica.

Visitando gli ambienti della casa, da quelli di rappresentanza, alle camere di famiglia, fino alle zone di servizio si può assaporare, supportati anche dalle sempre accurate spiegazioni dei volontari del FAI, la storia di una famiglia e la vivacità della vita milanese di quegli anni.

Meno nota dei classici itinerari turistici, ma tappa assolutamente imperdibile per entrare nel cuore di una Milano senza tempo.

In primavera il giardino si veste di gemme e, con il bistrot e gli eventi, diventa luogo da visitare, vivere e frequentare!

 

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